Assicurazioni on line: ci si può fidare?

12 dicembre 2011

Spesso i nostri assistiti, schiacciati dai continui e ingiustificati aumenti delle loro polizze assicurative, ci chiedono se delle assicurazioni on line ci si può fidare. Tralasciando le assicurazioni fantasma, ovvero quelle dietro alle quali non esiste nulla, se non una truffa, le assicurazioni telefoniche e on line offrono servizi sostanzialmente identici alle assicurazioni tradizionali tanto e vero che dietro a tutte le assicurazioni on line ci sono comunque sempre i soliti potentati assicurativi.

Linear fa capo a Unipol

Dialogo fa capo a Fondiaria-Sai

Genialloyd fa capo ad Allianz

Genertel fa capo a Generali

Quixa fa capo ad Axa

Indipendenti ma comunque affidabili sono

Direct Line

Admiral/ConTe

Sostanzialmente rivolgendovi a queste assicurazioni avrete pregi e difetti di una normale assicurazione con l’unica differenza del non avere la, a volte rassicurante, figura dell’assicuratore di fiducia

Il risparmio derivante dalla mancanza di questo interlocutore? 20-30% A voi la scelta.

Assicurazioni:un caso emblematico

23 dicembre 2010

Oggi vi vogliamo raccontare un caso che abbiamo in gestione proprio in questi giorni

Incidente auto contro moto

Mancata precedenza della macchina con immediata ammissione del torto e firma di constatazione amichevole

La compagnia assicurativa in questi casi ha tempo 30 giorni per risarcire il danno

I tempi di legge trascorrono inutilmente, inviamo un reclamo e la compagnia per bocca del liquidatore si giustifica così “Volevamo fare una perizia di riscontro sull’auto ma il veicolo di controparte non ci viene messo a disposizione”

Chiamiamo personalmente il proprietario di questo veicolo che ci dice “Nessun perito di nessuna assicurazione si è mai messo in contatto con me.Il veicolo è qui, possono venire a vederlo quando vogliono. Come mi avete trovato voi mi trovano anche loro.”

PRIMA BUGIA DELL’ASSICURAZIONE

Scriviamo all’assicurazione che si scusa per il disguido, perizia il veicolo e continua a non pagare il dovuto

Chiediamo nuovamente conto all’assicurazione che ora ci racconta “Il proprietario della moto non ci fa vedere il mezzo”

Chiamiamo il proprietario della moto “Io non voglio far vedere la moto?Ma se è il perito dell’assicurazione che non vuole uscire!”

SECONDA BUGIA DELL’ASSICURAZIONE

Scriviamo nuovamente all’assicurazione che ci risponde in via non ufficiale che non pagano perchè a loro giudizio il sinistro è fraudolento.

A questo punto, se quanto affermano non è l’ennesima scusa per non pagare il dovuto, invitiamo l’assicurazione a denunciare per truffa i due conducenti e i tre testimoni dell’incidente ma l’assicurazione che ben sa di stare accampando solo scuse si guarda bene dal farlo

TERZA BUGIA DELL?ASSICURAZIONE

E’ ora di smetterla di inventarsi storie di ogni tipo e genere per non pagare i sinistri! L’assicurazione è tempestiva solo quando si tratta di incassare!

Se anche voi siete stati vittime di mancati risarcimenti, se l’assicurazione è venuta meno ai suoi obblighi contrattuali con le scuse più puerili scriveteci e daremo voce alle vostre proteste

Zeta Infortunistica da sempre al fianco dei privati cittadini contro lo strapotere dei potentati assicurativi

Nuovo codice della strada: più rigore o è solo demagogia?

18 giugno 2010

Tra gli emendamenti appena approvati per il nuovo Codice della Strada, grande clamore mediatico ha suscitato la revoca a vita della patente per i pirati della strada che si dovessero macchiare per due volte del reato di omicidio colposo.

Tutto bene?  Guardiamo oltre le apparenze.

La nuova normativa che vorrebbe suonare di inasprimento ci pone due immediati interrogativi.

Quanti sono statisticamente i pirati della strada che investono uccidendo due persone in due distinti incidenti? Uno ogni dieci milioni?

Se il pirata della strada a cui viene ritirata la patente a vita va a rifarla in Svizzera o qualsivoglia altro paese straniero, qualcuno gli potrà impedire di circolare nuovamente sulle nostre strade?

Un provvedimento quindi che ci appare demagogico e di impatto pressochè nullo.

Si lavori sull’aspetto penale se si vuole veramente limitare gli omicidi al volante.

Fino a quando non vi sarà, giusto per fare un esempio concreto, pugno di ferro nei confronti dei tanti criminali che investono e poi scappano difficilmente si creerà nell’automobilistà una coscienza differente sulle responsabilità connesse alla guida.

Conduciamo da anni battaglie di sensibilizzazione per un inasprimento del codice penale per casi specifici ma la realtà delle nostre strade dice che chi investe e uccide non fa, nella quasi totalità dei casi, un solo giorno di carcere.

Contro i pirati della strada c’è bisogno di fatti concreti e non di sterili proclami.

Per chi uccide e scappa il carcere deve essere regola e non eccezione.

Assicurazioni italiane: le più care d’Europa

18 giugno 2010

Se pensate che il titolo qui sopra sia farina del nostro sacco vi sbagliate.

La notizia arriva direttamente dai telegiornali Rai di inizio Giugno. Anche la tv di stato, su Rai 3 e su Rai News 24, ha posto la sua attenzione sulla costante escalation tariffaria che investe il cittadino italiano in materia di assicurazione auto.

Da anni si parla inutilmente di riduzioni delle tariffe.

L’imminenza diventa futuro, la probabilità si trasforma in possibilità ma la realtà, di anno in anno ha un nome solo: RINCARI

L’antitrust avvia indagine sulle assicurazioni auto

25 maggio 2010

Lo abbiamo scritto e ripetuto per anni.

Lo abbiamo annunciato su internet e in televisione (l’intervista sul circuito nazionale Odeon tv del fondatore di Zeta Infortunistica ne è una prova tangibile)

L’indennizzo diretto non avrebbe abbassato di un centesimo le polizze ma avrebbe fatto solo aumentare gli utili delle compagnie assicurative a discapito dei privati cittadini.

Dopo 4 anni sembra essersene accorta anche l’Antitrust che ha avviato una indagine per individuare le cause per cui i prezzi non solo non scendono ma continuano a registrare incrementi significativi e generalizzati.

L’allora ministro Scajola annunciando l’introduzione dell’indennizzo diretto aveva garantito una riduzione delle polizze del 15%

Ci eravamo messi a ridere ben conoscendo il valore di certe promesse

Purtroppo non ci sbagliavamo…

Cosa attendersi da questa indagine? Purtroppo non siamo ottimisti, il potere delle assicurazioni è talmente alto che difficilmente ci saranno provvedimenti esemplari